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Design thinking: un approccio human centered per l’industria 4.0

Ecco come la coprogettazione può favorire il cambiamento all'interno delle organizzazioni.

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Affrontare il cambiamento, oggi, è un processo che richiede a ogni azienda grandi sforzi dal punto di vista manageriale, organizzativo, produttivo e culturale. Vuol dire mettersi in gioco e imparare a gestire l’impresa in modi diversi da quelli che sono stati adottati prima, per dare vita a nuovi scenari che solo con la giusta motivazione possono diventare reali.

Proprio per questo motivo, le aziende stanno imparando ad adottare approcci al cambiamento sempre più strutturati e creativi, attraverso metodologie nuove capaci di dare forte impulso sia a livello organizzativo sia a livello produttivo. Ne è un esempio chiaro il design thinking, l’insieme di processi cognitivi, strategici e pratici, al servizio della progettazione di prodotti e servizi innovativi, che possono essere utili all’industria 4.0 per migliorare i processi attraverso un approccio innovativo e originale.

Se quest’ultima, infatti, è impegnata nella quotidiana trasformazione della produzione verso il digitale, il design thinking integra capacità analitiche e attitudini creative per gestire dinamiche complesse di diverso tipo.

Design thinking e smart factory: l’uomo al centro della crescita

L’approccio progettuale del design thinking è alla base delle fabbriche intelligenti che mettono in campo diverse tecnologie digitali per coordinare dinamicamente persone, processi e flussi di lavoro in modo originale e innovativo.

Si tratta di uno strumento strategico che permette all’azienda di

  • risolvere problemi complessi in modo creativo
  • realizzare e testare rapidamente prodotti o servizi
  • coinvolgere più profondamente i dipendenti nei processi
  • ridefinire la vision aziendale attraverso il coinvolgimento

L’obiettivo finale è quello di creare valore condiviso a tutti i livelli dell’organizzazione che viene percepito anche all’esterno, dai clienti già acquisiti e da potenziali tali.

Adottare questo strumento di coprogettazione significa scegliere un approccio strategico che mette la diversità, la collaborazione e il confronto al centro del processo di elaborazione di soluzioni innovative ai problemi quotidiani delle aziende, in particolare, delle smart factory.

Il processo che sta alla base del design thinking, quindi, diventa anche un modo per rendere sempre più efficiente l’intero sistema fabbrica grazie all’adozione di soluzioni creative e partecipative che danno punti di vista nuovi sulla gestione della produzione.

L’uomo e la sua capacità di ragionamento, quindi, assumono un ruolo sempre più centrale nei processi di fabbrica per dare un impulso reale al cambiamento. In questo senso, potremmo definire il design thinking come una forma di “innovazione sociale”, ossia un processo che scaturisce direttamente dalle persone per le persone, che parte dell’esperienza diretta di coloro che lavorano ogni giorno in azienda per trovare soluzioni con cui fronteggiare problemi quotidiani spesso molto complessi da gestire, fino ad arrivare al cliente che ne riconosce il valore aggiunto sul mercato. 

È qui che il processo di design thinking può fare la differenza e diventare realmente utile all’azienda: il coinvolgimento di design thinkers a tutti i livelli dell’organizzazione permette di avviare un ragionamento a tutto tondo in cui l’opinione di ognuno è strategica al raggiungimento di uno stesso obiettivo. Ogni realtà è composta innanzitutto da persone, ognuna a suo modo diversa e depositaria di saperi, esperienze e schemi mentali unici e differenti tra loro e le diversità diventano un enorme valore capace di generare vantaggio competitivo.

 

Il design thinking applicato alla smart factory

Il design thinking è un approccio “human centered” che si basa su 4 principi fondamentali:

  • Creatività
  • Prototipazione
  • User Contribution
  • Durata del processo e Brainstorming

Questo pensiero progettuale attinge a semplici abilità, alla portata di tutti, che spesso però passano in secondo piano rispetto a pratiche di problem solving più convenzionali. 

Per questo, le potenzialità dell’innovazione sociale come strumento di lavoro e dell’introduzione del design thinking come parte integrante del modus operandi delle PMI, sono oggi potenzialmente infinite.

Design thinking non significa solo concentrarsi sulla creazione di prodotti e servizi che pongono l’essere umano al centro, ma anche ragionare sul processo stesso che ne è alla base, ed automatizzarlo dove le specificità umane non sono essenziali. 

Lo studio di un sistema di automazione che risponda a una reale necessità, deve essere in grado di soddisfare il consumatore finale e, soprattutto, di agevolare gli operatori coinvolti a diversi livelli nel processo: questo vuole davvero dire applicare il design thinking al lavoro di tutti i giorni nell’ottica di un’industria 4.0.

Questo tipo di approccio al lavoro in azienda - tramite il design thinking - aiuta a moltiplicare le opzioni di azione, sfruttando la diversità tra le professionalità coinvolte, e quindi tra le menti di ciascun lavoratore da cui scaturisce la soluzione più efficace per affrontare il cambiamento e migliorare i processi.  

Ne derivano visioni alternative per l’organizzazione stessa dei flussi in produzione, nuove offerte di prodotti e diversi modi di creare esperienze interattive, frutto del confronto tra le idee: una probabilità in più che il risultato finale raggiunga obiettivi più audaci e più convincenti.

 

Design thinking for the future

La cultura del design thinking non si limita al problem solving ma incoraggia - ad esempio - la prototipazione rapida ed economica come parte stessa del processo creativo e non solo come test finale per le idee già concrete. 

Rappresenta un driver fondamentale per un’ottimizzazione costante delle attività dell’intera catena del valore aggiunto, dall’ingegnerizzazione alla start-up dell’impianto, fino alla manutenzione.

Il design thinking è perciò innanzitutto un modo nuovo di pensare, progettare e lavorare con un approccio volto ad apportare migliorie alla vita di tutti, oggi e domani.

I veri cambiamenti vengono dall’interno, dalle persone che fanno parte dei gruppi di lavoro, si innestano sulle radici del know-how aziendale e si diffondono nella linfa vitale dell’azienda per un cambiamento organico che solo così è in grado di garantire una continuità produttiva esponenzialmente positiva.

Una scelta smart per un futuro lavorativo migliore e per aziende moderne in cui i collaboratori sono realmente coinvolti nei processi di cambiamento e di innovazione.

 
 
Articolo redatto da Ilaria Pierannunzio, Marketing Arena SpA.

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