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Circular disruption: il digitale come motore dell'economia circolare

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La transizione verso l’economia circolare richiede una profonda revisione dei principi che sono alla base del nostro sistema produttivo. Dal modello “take-made-dispose” (prendi, produci e getta), che caratterizza l’economia lineare è necessario, infatti, passare a un modello in cui i prodotti che hanno raggiunto la fine del loro ciclo di vita possano trovare ancora utilità al fine di limitare, quanto più possibile, la perdita di risorse.

L’accelerazione degli sforzi internazionali da parte dei policy maker verso la transizione sostenibile ha fin da subito sottolineato il legame di quest’ultima con la digitalizzazione: sostenibilità e digitalizzazione sono infatti due percorsi indissolubilmente legati tra loro, tanto da parlare di twin revolutions, rivoluzioni gemelle.

Passare a un’economia circolare è senza dubbio una sfida per le aziende, in quanto richiede di ripensare i paradigmi che sono alla base dell’utilizzo delle risorse e di tutti i processi che avvengono lungo la supply chain: dall’approvvigionamento delle materie prime, alla progettazione, lo sviluppo e la produzione dei prodotti, fino allo smaltimento dei prodotti stessi. Tuttavia, questa sfida è anche un’opportunità per le aziende per sviluppare nuovi modelli di business capaci di creare un valore competitivo.


Dalla riparazione al remanufacturing: nuove opportunità di business basate sull’economia circolare

Limitare l’utilizzo delle risorse richiede, in primo luogo, di estendere il ciclo di vita dei prodotti già realizzati. Le politiche a supporto della transizione dell’economia circolare pongono infatti un forte accento su questo aspetto: nel marzo 2023 l’Unione europea ha adottato una legge sul diritto alla riparazione per estendere il ciclo di vita dei prodotti tecnicamente riparabili - come tablet, PC, lavatrici, etc. - per ridurre la quantità di rifiuti (soprattutto elettronici) generati all’interno dell’Ue. La legge prevede, tra le altre azioni, la creazione di una piattaforma online per la riparazione, per mettere in contatto consumatori e imprese in grado di offrire questo tipo di servizi.

Da qui si evince una delle opportunità aperte dall’economia circolare per le aziende: se l’avvento di Industria 4.0 ha permesso di arricchire l’offerta con servizi basati sul prodotto, la transizione verso l’economia circolare permetterà di arricchire questa offerta con servizi basati sulla riparazione e la rigenerazione dei prodotti o delle singole componenti.


I vantaggi del remanufacturing

Un cambiamento che all’interno dell’industria si è messo in moto, con alcuni produttori che già offrono servizi di remanufacturing. Servizi che, quindi, consentono di ricostruire e recuperare un prodotto precedentemente venduto, usurato o non funzionante.

Attraverso lo smontaggio, la pulizia, la riparazione e la sostituzione dei componenti usurati e obsoleti, il pezzo può essere riportato a una condizione "come nuovo" o "migliore del nuovo" e sarà altrettanto affidabile del prodotto originale.

Questo tipo di servizi offre alle aziende diversi vantaggi, come:

  • la possibilità di allungare il ciclo di vita dei prodotti, mantenendo sempre alti livelli di prestazioni (invece di lasciare che il prodotto diventi obsoleto)
  • una riduzione dei costi di approvvigionamento delle materie prime necessarie alla produzione
  • riduzione dei tempi rispetto a quelli necessari per produrre un nuovo prodotto
  • riduzione dell’impatto ambientale associato ai processi produttivi
  • maggiore efficienza energetica. I prodotti rigenerati consumano l'85% di energia in meno rispetto all'energia consumata per produrre la stessa quantità di prodotti nuovi
  • possibilità di fidelizzare i clienti esistenti e attrarre nuovi clienti


Come cambiano i rapporti lungo la supply chain nell’economia circolare

Questi nuovi modelli di business comportano un cambiamento dei rapporti lungo la supply chain che non riguardano unicamente produttori e consumatori finali, ma che interessano anche le relazioni che intercorrono tra le aziende.

L’economia circolare si basa, come già specificato, sui principi della riduzione del consumo di nuove risorse attraverso il riutilizzo di quelle già disponibili. Ne deriva quindi che si aprono interessanti opportunità anche a livello di ecosistema di filiera: quello che per un’azienda rappresenta lo scarto di produzione, ad esempio, può diventare materia prima per la produzione di un’altra.

Alla luce delle interruzioni alle catene di fornitura che si sono verificate negli ultimi anni – e dell’assenza, in Europa, di molte terre rare e materie prime necessarie per la fabbricazione di prodotti e componenti strategici, come i chip elettronici – passare a modelli di economia circolare non è necessario unicamente per una maggiore sostenibilità e competitività dell’industria europea, ma anche per la sua resilienza.


Il ruolo del digitale nel remanufacturing

Le tecnologie digitali giocano un ruolo importantissimo in questo processo in quanto rimuovono le barriere che ostacolano la creazione di catene di fornitura integrate. Stabilire questi nuovi rapporti lungo le catene di fornitura richiede infatti supply chain digitali, integrate e dove i prodotti e le materie prime possano essere tracciati facilmente e con informazioni certificate. La combinazione di tecnologie di blockchain e cloud, ad esempio, può aiutare le aziende a raggiungere questa tracciabilità end-to end.

Anche nei servizi di remanufacturing il digitale è un elemento abilitatore. L’analisi e la storicizzazione dei dati inerenti, ad esempio, a un macchinario industriale, possono facilitare la valutazione delle componenti del macchinario che possono essere riutilizzate o che, al contrario, devono essere sostituite.

Grazie a strumenti di simulazione, inoltre, è possibile simulare il processo nella realtà virtuale prima di implementare le azioni necessarie nella realtà fisica, riducendo così i costi e i tempi associati. L’utilizzo di modelli di gemelli virtuali integrati sin dalla fase di progettazione, inoltre, fornisce importanti informazioni sui materiali utilizzati per la realizzazione del prodotto e, pertanto, anche su quali componenti possono trovare una seconda vita o come meglio smaltirli.

La transizione verso l’economia circolare si presenta, quindi, come una grande sfida per le aziende poiché accentuerà la differenza di competitività tra quelle realtà che hanno saputo cogliere le opportunità della digitalizzazione e quelle che invece si trovano ancora al punto di partenza. Si tratta, tuttavia, di un passaggio indispensabile e non più opzionale, come ha sottolineato un documento di analisi della Commissione europea sul futuro dell’industria che specificava: “L’industria europea sarà digitalizzata o cesserà di esistere”.


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