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Software Defined Factory: la nuova era dell’automazione intelligente

Scritto da Industrial Innovation Lab | 18-feb-2026 9.49.59

Una fabbrica intelligente, flessibile e guidata dal software: è questo il concetto alla base della Software Defined Factory, la nuova frontiera dell’innovazione industriale. Un’entità dinamica, capace di auto-ottimizzarsi mediante l'analisi dei dati IIoT e l'integrazione dei sistemi gestionali.

Una trasformazione che può realizzarsi solo superando la segregazione degli ambienti dell’Information Technology (IT) e dell’Operations Technology (OT). Una separazione, ancora oggi, che impedisce il flusso libero dei dati all’interno delle organizzazioni e, di conseguenza, non permette alle aziende di sfruttare i vantaggi delle tecnologie avanzate.

L’industria si trova però a vivere un momento di ridefinizione strutturale che rende il superamento di queste logiche di segregazione ormai imprescindibile. L’attuazione dei principi di Industria 5.0 verso una manifattura più sostenibile, resiliente e che ponga l’uomo al centro sono infatti leve di competitività e resilienza essenziali per operare in un contesto di mercato instabile e in continuo cambiamento.

Verso una gestione centralizzata dell'automazione

La frammentazione tecnologica derivante dalla presenza di dispositivi eterogenei rappresenta una delle principali barriere all'efficienza operativa negli impianti moderni.

Orchestration Suite di SEW-Eurodrive interviene come layer di coordinamento centrale, permettendo la gestione del software di automazione in modo indipendente dall'hardware sottostante.

Attraverso un'unica interfaccia web, i responsabili d'impianto possono governare l'intero ciclo di vita delle applicazioni, curando ogni fase dal controllo delle versioni alla distribuzione automatizzata sui nodi della rete.

L'adozione di un sistema centralizzato elimina la necessità di interventi manuali su ogni singola macchina, riducendo i margini di errore e garantendo l'omogeneità degli standard produttivi in tutto lo stabilimento.

La suite centralizza inoltre la custodia del codice sorgente, assicurando una protezione rigorosa della proprietà intellettuale attraverso accessi regolati con criteri granulari.

Trasformando il software in un asset amministrabile digitalmente, l’orchestrazione garantisce che l’infrastruttura rimanga aggiornata e sicura, semplificando le attività di manutenzione e accelerando sensibilmente i tempi di configurazione dei sistemi complessi.

Virtualizzazione della containerizzazione: i benefici misurabili per le imprese

L’adozione di questo tipo di soluzione introduce vantaggi operativi che trasformano radicalmente la gestione degli asset industriali. Attraverso la virtualizzazione e la containerizzazione, la suite consente di svincolare la logica di controllo dall'hardware fisico, garantendo una scalabilità che i sistemi tradizionali non possono offrire.

Un beneficio primario risiede nella drastica riduzione dei tempi di inattività: grazie alla distribuzione centralizzata dei container, gli aggiornamenti software vengono eseguiti simultaneamente su tutti i nodi della rete, eliminando la necessità di lunghi e onerosi interventi manuali sulle singole macchine. L’isolamento dei carichi di lavoro assicura inoltre che eventuali anomalie in una singola applicazione non compromettano la stabilità dell'intero impianto.

La separazione funzionale agisce direttamente sull’ottimizzazione del Total Cost of Ownership, poiché permette di estendere la vita utile dell'hardware esistente e di proteggere il know-how aziendale attraverso una gestione sicura e crittografata del codice.

La flessibilità ottenuta si traduce in una capacità di riconfigurazione rapida, essenziale per rispondere alle variazioni dei volumi produttivi senza compromettere l'efficienza globale.

Segnali che indicano la necessità di passare a una Software Defined Factory

L’esigenza di transitare verso la Software Defined Factory diventa impellente quando l’infrastruttura esistente inizia a generare attriti che compromettono la flessibilità dei processi, tra cui:

  • difficoltà di gestire parchi macchine eterogenei, dove la diversità dei componenti hardware rallenta drasticamente la distribuzione di aggiornamenti e patch di sicurezza

  • le attività di manutenzione software sono eccessivamente onerose a causa della frammentazione dei sistemi o perché richiedono interventi fisici su ogni singolo asset

  • non è possibile adattare rapidamente le linee di produzione alle variazioni della domanda o alla personalizzazione dei lotti. Tempi di riconfigurazione troppo lunghi rendono l’architettura tecnologica un limite alla competitività anziché un supporto alla crescita

  • non si riesce a trasformare i dati IIoT in informazioni strategiche. La mancanza di una visione d'insieme impedisce di cogliere opportunità di ottimizzazione essenziali per garantire la resilienza industriale

Come funziona Orchestration Suite nella pratica

L’architettura di SEW Orchestration Suite opera attraverso un ambiente cloud-native dove ogni organizzazione dispone di un tenant isolato. L'accesso avviene esclusivamente via browser, garantendo un controllo granulare degli accessi senza necessità di installazioni locali.

La suite dispone di quattro moduli che massimizzano i vantaggi per il cliente. Il modulo PLC Ops automatizza il backup e il versionamento del codice di controllo in modo indipendente dal fornitore hardware, assicurando la massima interoperabilità.

La connettività tra impianto e cloud è presidiata da un server dedicato e da un client edge locale che stabiliscono tunnel VPN crittografati e tracciabili.

L’ingegnerizzazione viene semplificata da strumenti come MOVISUITE® eseguiti direttamente nel cloud, eliminando conflitti di compatibilità. A supporto delle operazioni interviene l’AI Factory Agent, capace di documentare e tradurre il codice PLC in linguaggio naturale, rendendo la logica di automazione accessibile anche a profili non specialistici.

Caratteristiche che permettono all’ecosistema di trasformare la gestione tecnologica in un servizio immediato, allineando l'automazione industriale ai più elevati standard dell’Information Technology.

Come affiancare il cliente nella fase operativa

L’adozione della Software Defined Factory richiede una trasformazione che va oltre l’implementazione di nuovi applicativi, coinvolgendo profondamente la cultura organizzativa e le competenze interne.

SEW-Eurodrive opera come partner strategico per accompagnare le aziende in tale percorso evolutivo, offrendo un supporto che unisce consulenza tecnologica e formazione specialistica. L'obiettivo consiste nel facilitare il dialogo tra i dipartimenti IT e OT, favorendo la creazione di un linguaggio comune necessario per gestire congiuntamente le nuove architetture digitali.

Attraverso percorsi di aggiornamento mirati, il personale operativo acquisisce la capacità di interagire con sistemi virtualizzati e strumenti di orchestrazione, convertendo l'esperienza tradizionale in expertise digitale avanzata.

La collaborazione si sposta da una logica puramente transazionale verso un modello di Open Innovation, dove la condivisione di dati e obiettivi permette di sviluppare soluzioni su misura per ogni specifica esigenza produttiva.

Un supporto in grado di garantire che l’innovazione venga assimilata correttamente dai processi aziendali, assicurando un ritorno sull'investimento rapido e una resilienza operativa duratura.

Applicazioni pratiche e gestione distribuita del software

L’efficacia di Orchestration Suite è evidente in alcuni casi d'uso che spaziano dallo sviluppo collaborativo alla gestione operativa degli impianti. All'interno dei processi di progettazione, team di automazione dislocati in diverse aree geografiche possono operare simultaneamente su progetti software residenti nel cloud.

Ogni intervento sul codice PLC viene tracciato con precisione, documentato automaticamente e associato al responsabile, garantendo una trasparenza che riduce i tempi di approvazione e i rischi di errore.

L'interconnessione degli asset produttivi si realizza tramite gateway protetti che permettono di centralizzare la gestione dei backup e le attività di diagnostica remota. In questo modo è possibile regolare l'accesso di consulenti esterni in modo granulare, proteggendo l'integrità della rete aziendale pur consentendo interventi mirati.  

La drastica diminuzione delle necessità di assistenza in presenza e la rapidità di risposta alle anomalie incrementano la disponibilità complessiva delle linee. La tracciabilità integrale di ogni modifica software assicura infine il rispetto dei requisiti di conformità, rendendo la manutenzione un asset strategico per la continuità operativa e la competitività dell'impresa.

Domande frequenti sull'automazione basata sul software

Come viene garantita la sicurezza dei dati in una fabbrica connessa?

La protezione delle informazioni poggia su un’architettura di connettività cifrata che utilizza tunnel VPN e sistemi di autenticazione a più fattori. L'accesso ai nodi di produzione è regolato da permessi granulari, assicurando che ogni utente, interno o esterno, possa operare esclusivamente sulle funzioni autorizzate entro finestre temporali predefinite. Attraverso questo approccio si impediscono intrusioni non autorizzate e si garantisce la piena tracciabilità di ogni modifica effettuata sul sistema.

Quale ruolo assumono i container nella manutenzione industriale?

I container permettono di isolare le applicazioni software dall'infrastruttura hardware sottostante, rendendo possibile l'aggiornamento dei sistemi di controllo senza interferire con le altre componenti operative. La modularità riduce i rischi di incompatibilità e accelera il ripristino in caso di anomalie, poiché ogni funzione può essere gestita, testata e distribuita in modo indipendente, garantendo la continuità dei flussi produttivi.

In che modo la virtualizzazione dei PLC ottimizza l'infrastruttura?

Svincolare la logica di controllo dall'hardware dedicato permette di consolidare più funzioni su un unico dispositivo Edge o gateway. La riduzione del numero di componenti fisici semplifica i cablaggi e diminuisce gli ingombri nei quadri elettrici, facilitando la scalabilità del sistema produttivo senza richiedere costosi e frequenti investimenti in nuovi asset fisici.

Quali competenze risultano necessarie per gestire un sistema orchestrato?

La gestione di una Software Defined Factory richiede figure ibride capaci di integrare conoscenze di ingegneria dell'automazione con competenze IT, quali la gestione delle reti e la programmazione software. L'adozione di strumenti assistiti da AI facilita la documentazione e la comprensione del codice, permettendo anche ai profili operativi di monitorare efficacemente l'architettura digitale e di intervenire prontamente nelle fasi di diagnostica.